Shapes
photographic paper, steel blade
different sizes

Torino, 2020






In Shapes ci troviamo di fronte a delle immagini ambigue, sono fotografie in cui i volti, tagliati e riassemblati tra loro, producono un’incongruenza anatomica, ci raccontano di un’identità frammentata.

Sono delle composizioni realizzate con due o più fotografie dello stesso volto, queste sono tagliate e mantenute separate da lame di acciaio che seguono delle forme geometriche.  La tecnica è quella della fustellatura, il processo di taglio impiegato per ottenere profili molto precisi e forme tutte uguali fra loro.

Shapes vuole essere una riflessione aperta su quanto il contesto tecnologico ci trasformi, sulla condizione dell’uomo di fronte alle sollecitazione dei social media e delle nuove tecnologie a produrre e condividere immagini e dati. Su cosa si cela dietro un’apparente libertà d’espressione e di auto-rappresentazione e su quali conseguenze può avere sulle nostre capacità di riconoscere e combattere il potere.





engl.



In Shapes we are faced with ambiguous images, they are photographs in which the faces, cut and reassembled together, produce an anatomical incongruence, they tell us about a fragmented identity.

They are compositions made with two or more photographs of the same face, these are cut and kept separate by steel blades that follow geometric shapes.  The technique is that of die-cutting, the cutting process used to obtain very precise profiles and shapes all the same.

Shapes wants to be an open reflection on how much the technological context transforms us, on the condition of man in front of solicitation of social media and new technologies to produce and share images and data. What lies behind an apparent freedom of expression and self-representation and what consequences it can have on our ability to recognize and fight the power.